mercoledì 15 luglio 2009

L'uomo col cappello


Mik ha detto...


Verrebbe da dire: quale uomo?

E poi: quale cappello?

E poi ancora: quale?

Ma le risposte potrebbero non soddisfare nessuna domanda. In quel caso, dovremmo ripetere le domande, al più, cambiarle.

E se provassimo a cambiare le risposte, potrebbe suggerire qualcuno? Liberissimi di farlo, siamo ancora in democrazia. Ognuno può fare le domande che vuole, dare le risposte che vuole, mettere in testa il cappello che vuole, vestirsi in maniera elegante o in modo più casual, secondo il suo umore e le sue necessità. Ma senz'altro facciamo il tifo per l'uomo elegante, che ha la gentilezza di fissarci compiaciuto, mentre l'altro tipo finge di riconoscere, sul marciapiede dall'altra parte della strada, un vecchio compagno delle scuole industriali, indirizzo telecomunicazioni.



Off Limits

Il Cristo deposto: lavori in corso

Arrampicatori per lavoro


Mik ha detto...

Qualcuno si arrampica sugli specchi per giustificare l'operato, in alcuni casi le malefatte, del suo dominus, del suo padrone, del suo referente politico, per edulcorare la verità, per renderla meno vera e più verosimile, per cercare di mostrare che in quel che si è detto non c'è solo quel che si è detto ma c'è anche dell'altro, di non detto, o che in quel che si è detto c'è solo quel che si è detto e basti questo.

Qualcun altro si arrampica sugli specchi, sui vetri che sembrano specchi, per necessità, perchè non ha trovato di meglio nella sua vita, perché gli piace stare sospeso nel vuoto, forse perché è un po' guardone, voyeur come dicono quelli che la sanno lunga, e trova modo di unire l'utile al dilettevole.

Sono entrambi lavori di pulizia. Nel primo caso si usa la lingua, nel secondo ci vogliono almeno un secchio e un panno.



Vetrine

Trasparenze e riflessi

Mano d'oro

Filari

Boccioli e la rosa rosa

domenica 5 luglio 2009

Ingresso proibito


Mik ha detto...

Possiamo proibire l'ingresso, possiamo limitare lo sguardo, possiamo impedire di toccare, possiamo vietare di annusare, possiamo evitare di ascoltare, e nessuno di noi potrà far nulla per imbrigliare l'immaginazione di questo bambino, che senz'altro vola alta nel cielo quanto i meravigliosi aquiloni che sta ammirando sulla spiaggia.

Ma crescendo anche lui si renderà conto di quanto siano spessi e robusti i fili che lo costringono a non allontanarsi oltre quello che è consentito dai suoi padroni ......

Ray Bathell (San Vito Lo Capo)

Strada in salita

Mik ha detto...

L'auspicio è che ad una strada in salita corrisponda poi una strada in discesa, una nuova strada o la medesima già percorsa da percorrere stavolta in senso inverso.
In realtà non si capisce a cosa serva salire se poi si deve necessariamente scendere: sarebbe preferibile salire, salire, salire sempre più in alto, come nella pubblicità della grappa di tanti anni fa, e non fermarsi più, ma si correrebbe il rischio di ubriacarsi di cielo e di nuvole, e diventerebbe perfino pericoloso avventurarsi su una scala di mattoni come questa. Che non condurrà forse così lontano, ma almeno al primo piano, dove c'è la la zona notte o l'ampio salone in cui ricevere gli amici in vacanza...



Classe del '92


Mik ha detto...

Noi, ragazzi di oggi, noi

con tutto il mondo davanti a noi Viviamo nel sogno di poi...

Cantava così Luis Miguel a Sanremo nel 1985. Adesso i ragazzi del '92 hanno ambizioni più ridotte, i loro sogni di poi sono ridotti all'essenziale e al superfluo, si limitano a lasciare un segno della loro esistenza su un anonimo contatore dell'elettricità. Un contatore che in quanto tale continua a scorrere, inesorabile, una cifra dopo l'altra, e nessuno lo può fermare, perché qualcuno lo ha assicurato con un lucchetto e la chiave è finita nascosta chissà dove, o è stretta nella mano di chissà chi...